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Mercoledì, 22 Maggio 2013

Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

Scritto da IIA - L.Scientifico "G.Marconi"
Sabato 02 Marzo 2013 10:54

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Il protagonista del romanzo "Sostiene Pereira", scritto dall'italiano Antonio Tabucchi, è appunto il dottor Pereira.
Siamo a Lisbona nel 1938 sotto il regime dittatoriale di Salazar. Pereira è un uomo di circa cinquant'anni ma ne dimostra molti di più, abitudinario e sovrappeso. È una persona dedita al lavoro e dirige la pagina culturale del "Lisboa", un piccolo giornale di cronaca della capitale.

Il protagonista del libro è un uomo tranquillo, non interessato alla politica e insicuro; proprio come il tipico antieroe del '900. Il romanzo psicologico del 1900 è difatti caratterizzato da questa figura: non un protagonista deciso ed eroico come nei poemi epici dell'Iliade e dell'Odissea, ma un uomo qualsiasi con caratteristiche fisiche, psicologiche e sociali di un piccolo-borghese. Il dottor Pereira è, infatti, un personaggio timido e spaventato con sentimenti ed emozioni contrastanti, con problemi e paure.

Antonio Tabucchi adotta questa tecnica, dove si mettono in risalto i difetti e le difficoltà dei personaggi invece di mostrarne le doti e le qualità. Pereira vive una vita solitaria a causa della morte della moglie dalla quale non ha avuto figli, spesso rievocando il passato parlando al suo ritratto, a cui racconta i fatti della giornata e a cui rivela pensieri e paure come per esempio la sua ossessione per la morte. È credente e fa spesso visita al suo amico parroco Don Antonio, dal quale si confessa abitualmente.

Il dottor Pereira è solito mangiare omelette alle erbe e limonate con troppo zucchero, pessime per la sua salute. Egli soffrendo di sovrappeso ha anche problemi cardiocircolatori e decide di andare in una clinica talassoterapica per guarire dalle sue malattie. Qui conosce l'aitante dottor Cardoso, un giovane con cui Pereira riesce ad affrontare alcuni argomenti che lo tormentavano: al pensiero della morte si era sostituita un'incertezza riguardo al legame con un giovane italiano, Monteiro Rossi, che Pereira aveva scelto come aiutante per scrivere necrologi anticipati di importanti personalità culturali del tempo. Infatti Pereira vivendo chiuso in un suo piccolo mondo, senza partecipare direttamente alla vita politica del Portogallo, non è mai aggiornato riguardo alla grave situazione del suo paese e solo grazie all'arrivo del giovane si avvicina ad essa. Cardoso allora parla a Pereira di un'idea: la teoria della "Confederazione delle anime".

Il dottore spiega che, secondo questa concezione, il carattere di una persona è formato da un insieme di anime, tra cui qualche volta una prende il sopravvento diventando l'"Io Egemone" e dettando un cambiamento nella personalità del soggetto. Questo forse spiega le azioni di Pereira che non è un personaggio statico, ma segue un'evoluzione durante tutto il romanzo. Da uomo debole e insicuro incarnerà alla fine della vicenda una figura forte e decisa arrivando perfino a denunciare le violenze operate per conto del governo salazarista. Infatti per via delle sue idee antidittatoriali Monteiro Rossi viene massacrato e ucciso in casa di Pereira da alcuni agenti del regime e il protagonista riesce a pubblicare, con l'inganno, un articolo di protesta per poi fuggire in Francia, paese libero e democratico. Ciò avviene grazie all'opera dell'intelligente dott. Cardoso che, oltre a prendere il posto di medico curante, è analista e amico di Pereira a cui infonde coraggio.

Il romanzo di Antonio Tabucchi è uno spaccato storico di quegli anni che, raccontando la storia del giornalista, dà un'idea di ciò che vuol dire vivere sotto una dittatura. Tabucchi, a nostro parere, trasmette il messaggio che non dobbiamo lasciarci scivolare addosso le ingiustizie, magari nascondendosi nel lavoro o nella letteratura (come Pereira che sfugge i problemi invece di affrontarli), ma che dobbiamo aprire gli occhi.
Infatti, chi non denuncia un crimine o non si ribella ad una tirrania è come se egli stesso commettesse gli stessi delitti.

Mara Colozza, Niccolò Fanti

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